GUIDO TONELLI, La nascita imperfetta delle cose

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Guido Tonelli, La nascita imperfetta delle cose, Milano, Rizzoli, 2016

Recensione di Luisa Illibato (Istituto d'Istruzione superiore di Aversa)

Guido Tonelli, nato l’8 Novembre del 1950, laureato in fisica nel 1975 all’Università di Pisa ottenendo la cattedra nel 1992, ha lavorato sin dagli anni ’70 nel campo della fisica delle alte energie, partecipando a diversi esperimenti al CERN di Ginevra. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Physics Prize, il premio Enrico Fermi e la medaglia d’onore del presidente della Repubblica. Il 13 dicembre del 2011, con la collaborazione di Fabiola Gianotti, si afferma come uno dei protagonisti della grande scoperta del bosone di Higgs (definita anche “PARTICELLA DI DIO”), sulla base della quale è incentrato un suo libro di odierna pubblicazione, intitolato “la nascita imperfetta delle cose”, in cui il lettore può apprezzare la capacità dell’autore di esporsi oltre il limite estremo della conoscenza e capire il principio e la fine dell’esistenza. Tale opera racchiude i saperi e gli studi che nascono dalle intuizioni di Enrico Fermi, ed in seguito di Brout, Englert e Higgs.

“Non solo l’universo è più strano di quanto pensiamo, e persino più strano di quanto possiamo pensare”…
Le parole del fisico Werner Heisemberg riassumono perfettamente il contenuto di questo testo.

E’ evidente già dalle prime pagine, l’attitudine dello scrittore nell’utilizzare un linguaggio semplice ma allo stesso tempo conciso e diretto, che è in grado di coinvolgere una vasta gamma di lettori, dal più adulto al più giovane, riuscendo ad attirare la loro attenzione. Il libro è un racconto che concilia il rigore scientifico con la divulgazione, in cui sono presenti molte sfumature di carattere filosofico. Nel testo si narra la nascita dell'universo: dopo lo scoppio del BIG BANG si è deciso il nostro destino, inizia, così, il trionfo della materia sull’anti materia, in circostanze diverse nulla sarebbe esistito. Ad un certo punto l’autore si interroga su che fine abbia fatto l’antimateria o per meglio dire l’antiuniverso, e arriva alla conclusione che la materia, nell’estrema lotta con l’antimateria, avrebbe avuto come alleato il celeberrimo Bosone di Higgs, il quale avrebbe prodotto quell’infinitesimo eccesso di materia che avrebbe finito poi con il prevalere sull’ antimateria. Quest’ultima, afferma Tonelli, è sempre stata considerata inesistente e si è pensato fosse un concetto astratto che oltrepassasse il limite della realtà e sfociasse nel limbo dell’immaginazione , ma basta pensare ad una tecnica scientifica per la produzione di bioimmagini, detta tomografia, utilizzata in molti campi soprattutto in quello medico-diagnostico, in cui si sfrutta l’emissione di positroni, che scientificamente risultano essere l’esatto opposto degli elettroni, per avere un'idea di cosa sia l' antimateria.

Le letture di questo testo mi ha indotto a riflettere sul tentativo umano di essere in qualche modo padroni di tutta la realtà. Nel 700, Immanuel Kant affermava che possiamo conoscere solo fenomeni filtrati dalle nostre forme a priori, mentre tutto ciò che non era dato nel mondo dell’esperienza era etichettabile come numero. L’idealismo cercherà con la forza della ragione di eliminare il divario fra fenomeno e noumeno, rendendo l’io trascendente di Kant un io assoluto. Così come nella storia della filosofia moderna c’è il bisogno di conoscere l’essenza di ciò che ci circonda e cercare di razionalizzare concetti che possono sembrare trascendenti e distanti dalla realtà, allo stesso modo la fisica moderna ha tentato, con un approccio chiaramente basato sulla sperimentazione, di chiarire che ruolo abbia giocato il Bosone di Higgs nel definire la schiacciante vittoria della materia sull’anti-materia. Entrando nel merito dell’aspetto più puramente fisico, Tonelli cerca di chiarire come il Bosone decade in due particelle Tao e due Yet simili a veri e propri getti. Questo concetto della gettatezza e del flusso continuo mi ha indotto a riflettere sul pensiero filosofico dell’evoluzione creatrice di Bergson, secondo cui il mondo sarebbe stato generato da una forza continua poi bloccatosi è divenuto materia. L’evoluzione e la formazione del mondo sembrano essere generati da uno scoppio della granata che produce altre esplosioni. Dalla lettura di questa affascinante opera si possono scorgere, quindi, l’ingegno e la grandezza mostrata da Tonelli nel miscelare due aspetti, scienza e filosofia, che sono alla base della curiosità umana, in un modo armonico capace di invogliare il lettore ad apprezzare la bellezza ed il fascino della natura che lo circonda.